«Non ci riesco» suona come una sentenza. «Non ci riesco ancora» lascia aperta una porta. 
Quella piccola parola non promette progressi senza fatica. Ti invita a considerare le tue capacità attuali un punto di partenza, anziché un’identità definitiva. 
Puoi riconoscere ciò che ti manca senza definirti attraverso quella mancanza. Concediti di essere un principiante, poi scegli come imparare.

«Diventare è meglio che essere. Una mentalità fissa non concede alle persone il lusso di diventare. Devono già essere». — Carol Dweck

Dove ho trasformato una difficoltà attuale in un’affermazione definitiva su di me?

Cosa cambia per me quando aggiungo «ancora» a quell’affermazione?

Cosa mi permetterei di provare se fosse accettabile essere un principiante?

Previous
Previous

L’arte di trovare il modo

Next
Next

La forma sbagliata. O il puzzle sbagliato?